Misterbianco e Catania
|
||||||
* Una delle leggende di Colapesce narra che egli era un giovane (Nicola il pesce) che poteva stare sott'acqua per molto tempo; non appena Federico II ne venne a conoscenza, lo sfidò a recuperare una coppa d'oro. Colapesce lo fece ed ottenne in premio la coppa. Il Re, allora, gli chiese di vedere cosa c'era sotto la Sicilia. Riemerso, Colapesce informò il Re del fatto che la Sicilia poggiava su tre colonne e che una di esse era consumata dal fuoco. Federico II gli chiese di portargli il fuoco ma Colapesce, tuffatosi nuovamente in mare, non riemerse mai più. Secondo la leggenda è ancora in fondo al mare e continua a reggere la colonna che stava per crollare. |
Esterno
Per lunghe permanenze Vi preghiamo di contattarci perchè è possibile una riduzione del prezzo. Potete inviarci una mail a info@aiquattrocanti.com o scrivere al modulo Contatti o telefonare a +39 095 463003 - +39 339 26 24 447
Misterbianco, paese contadino nelle origini e nelle tradizioni, basava un tempo la sua economia principalmente sull’agricoltura, caratterizzata dalla produzione di grano, di arance e di uva.
La storia di Catania è arricchita da molte leggende di cui quattro sono state rappresentate nei rispettivi lampioni di Piazza Università realizzati da Mimì Maria Lazzaro e Domenico Tudisco agli inizi del Novecento: Colapesce, i Fratelli Pii, Gammazita e Uzeda.